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Lunedì in Francia il primo ministro François Bayrou si sottoporrà a un voto di fiducia all’Assemblea nazionale (la Camera bassa del parlamento) presentato come l’ultima occasione per sostenere la contestata legge di bilancio per il 2026. Il suo governo è già di minoranza ed è molto fragile, e la legge di bilancio non piace praticamente a nessuno perché contiene grossi tagli alla spesa pubblica. È quindi ritenuto molto probabile che il governo cada. Se succederà, Bayrou sarà il terzo primo ministro francese a dimettersi in poco più di un anno.

Da qualche tempo su vari giornali francesi e internazionali la situazione in Francia viene paragonata a quella dell’Italia, che storicamente ha quasi sempre avuto governi di corta durata, e in particolare alla situazione dell’Italia attorno al 2010, quando era in enormi difficoltà economiche.

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Negli ultimi anni il debito pubblico in Francia è aumentato molto, per effetto dei problemi economici creati dall’epidemia di Covid-19 e dall’invasione russa dell’Ucraina: nel 2019 era del 97,9 per cento del Prodotto interno lordo, nel 2024 era salito al 113,2 per cento. Anche il deficit fiscale (cioè, semplificando, la differenza tra entrate e uscite dell’amministrazione pubblica) in rapporto al Pil è molto alto: nel 2024 era del 5,8 per cento, anche se per i limiti stabiliti dall’Unione Europea dovrebbe rimanere al di sotto del 3 per cento.