Li avevamo visti ben schierati durante la cerimonia di insediamento lo scorso gennaio. Li abbiamo ritrovati, eleganti e un po' imbarazzati, seduti al tavolo alla Casa Bianca in compagnia del presidente Donald Trump e della moglie Melania. Da Bill Gates a Mark Zuckerberg, da Sam Altman a Tim Cook: i rappresentanti più importanti della tecnologia statunitense sono ormai interlocutori stretti del governo americano. Il potere dei software e dei dispositivi che sviluppano - sulla società tutta - è immenso. La loro presenza sempre più assidua negli appuntamenti politici è un segnale importante per capire che, questo loro potere, non passa più inosservato. «C'è una grande attenzione sull'intelligenza artificiale - ci spiega Gary Shapiro, presidente della Consumer Technology Association, che rappresenta 1.200 aziende del settore e che ogni anno organizza il Ces, la fiera di elettronica di consumo più importante del mondo - Trump ha tenuto sul tema il discorso più forte che io abbia mai sentito da un presidente sin dai tempi in cui Kennedy ha annunciato il progetto di portare l'uomo sulla Luna negli anni '60. Ha poi avviato una serie di iniziative che permetteranno all'AI di prosperare negli Stati Uniti», dice riferendosi, tra gli altri, al progetto Stargate, che prevede un investimento di 500 miliardi di dollari per creare nuove infrastrutture per l'addestramento e il funzionamento di questi sistemi.
Gary Shapiro, presidente Cta: «Il lavoro di Trump per spingere l'innovazione è positivo. Il punto debole sono i dazi»
Il presidente della Consumer Technology Association, che rappresenta 1.200 aziende del settore e che ogni anno organizza il Ces, analizza il lavoro del presidente americano e i suoi investimenti sull'intelligenza artificiale. «Le regole Ue creano standard mondiali, ma frenano le piccole realtà»










