«Grazie per essere un presidente così pro-business e pro innovazione. È un cambiamento essenziale che ci consentirà di avere a lungo un ruolo guida nel mondo, cosa che non sarebbe avvenuta senza la sua leadership». Parola di Sam Altman gran capo di OpenAI, davanti a Donald Trump. Mentre per Tim Cook, che ha ereditato da Steve Jobs la guida di Apple, il presidente è stato essenziale per «promuovere nuovi investimenti negli Stati Uniti, riportare in patria produzioni strategiche. E questo dice molto sulla sua leadership, il suo focus sull’innovazione».

C’erano una volta i masters of the universe: i capi della finanza di Wall Street considerati i padroni del mondo. Poi, dopo il crollo del 2008, quel ruolo di leader planetari era passato ai giganti della tecnologia, soprattutto Apple, Google, Meta-Facebook, Microsoft. Ieri sera i leader di quei gruppi hanno accettato un invito a cena alla Casa Bianca, ben consapevoli che Trump l’avrebbe organizzata come un’autocelebrazione. E ora fa una certa impressione vedere imprenditori che politicamente sono sempre stati considerati dei progressisti prostrarsi davanti a un leader non solo ultraconservatore e autoritario, ma che sta cambiando i connotati del capitalismo americano aumentando a dismisura l’interventismo statale.