Gianfranco Rosi, già Leone d'Oro nel 2013 con Sacro GRA, oggi Premio speciale della Giuria per Sotto le nuvole, che racconta una Napoli in bianco e nero, si augura che i documentari possano avere una sezione ad hoc all'interno della Mostra.

"C'è stato un momento in cui i documentari si aprivano al cinema, poi con l'arrivo delle piattaforme tutto è cambiato e si è perso il senso del racconto.

Bisogna sostenere i registi di documentari e vorrei tanto che il Festival creasse una sezione apposita dedicata a questo genere. Per me il documentario è sperimentazione e, ribadisco, questo festival potrebbe fare molto per questo settore".

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Non a caso, ricevendo il premio, ha sottolineato: "Sono in mezzo al cinema, io considero il documentario cinema. In questa mostra erano presenti 15 documentari, avamposto e forza di resistenza, hanno il compito di testimoniare spesso anche le atrocità di questo mondo. Voglio condividere con tutti loro questo premio". "Io riesco a lavorare - ha detto ancora a caldo il cineasta - perché ho persone meravigliose che mi permettono di farlo, ho passato tre anni ai Campi Flegrei per realizzare Sotto le nuvole. Voglio dedicare questo premio a tutti coloro che sono nel film".