Stavolta Darren Aronofsky mostra il lato più gioioso, e Kravitz è pronta a coglierlo. L’amore, i gatti, il punk

di Roberto Croci

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Gaiezza e solarità non sono le prime parole che vengono in mente se si pensa alle opere di Darren Aronofsky – regista che ha firmato Pi, Requiem For A Dream, Black Swan, The Wrestler o The Whale. Successi enormi che hanno ricevuto nomination agli Oscar, premi Bafta, César e Leoni d’oro, ma che riesce difficile catalogare come “intrattenimento leggero”. Ma con l’ultimo Una scomoda circostanza – Caught Stealing è evidente che il suo obiettivo primario era quello di divertire il pubblico. Il film, tratto dall’omonimo romanzo del 2004 di Charlie Huston, ha per protagonisti un gatto di nome Tonic, delinquenti punk, gruppi yiddish (Liev Schreiber e Vincent D’Onofrio), gangster portoricani e una coppia newyorchese alle prese con tutti quanti. Lui è Austin Butler, lei Zoë Kravitz, figlia di Lenny e Lisa Bonet, da cui ha ereditato – oltre al talento e alla bellezza – l’amore per la natura e un’attitudine cosmopolita. "Mi sono sempre divisa tra Topanga Canyon, a casa di mia madre, e New York o Parigi, da papà, che mi ha fatto conoscere le passeggiate a Manhattan e il quartiere Marais, ideale per fare shopping e osservare le persone", racconta a d la 36enne Kravitz. Il suo nome deriva dal greco, “vita”, e mentre parla scorgiamo i suoi tanti tatuaggi. "Cinquantasei, più o meno, non lo so neppure più io quanti sono. Li considero una forma di ornamento fisico e spirituale".