Negli ultimi anni, l’Italia ha compiuto passi importanti per colmare il divario che la separava dalle grandi potenze digitali. Oggi, però, con l’avvento dell’IA Agentica – una nuova generazione di sistemi intelligenti capaci di agire autonomamente e adattarsi ai contesti operativi – la sfida si sposta sul piano delle competenze. E sono sempre dolori. Il rischio, questa volta, non è di non possedere la tecnologia, su cui il ritardo è ormai incolmabile, quanto di non essere neanche pronti a usare quella degli altri.
Il capitale umano è la leva decisiva per trasformare il potenziale tecnologico in risultati concreti.
Ma quasi nessuno, manco a dirlo, è pronto: il 67% delle aziende italiane, secondo una rilevazione di Microsoft Italia, segnala una carenza di profili adeguati, e oltre 4 milioni di lavoratori non dispongono di sufficienti competenze digitali. Nasce da qui l’idea dell’AI Skills 4 Agents Observatory, promosso da TEHA Group in collaborazione con la stessa Microsoft Italia, Avanade e altri partner strategici. L’obiettivo è creare un approccio integrato che coinvolga imprese, università, istituzioni e centri di formazione per preparare il sistema Paese alla transizione verso l’IA Agentica.








