Qualcuno l’ha definita la «campagna d’Europa» di Sergio Mattarella, e quell’enfasi non è sbagliata. Basta pensare agli interventi che, da Marsiglia a Coimbra a Bruxelles, il presidente della Repubblica si concede da diversi mesi per segnalare il pericolo che una Ue intimorita e passiva precipiti nell'«irrilevanza», mentre le democrazie rischiano di esser svuotate in fretta e l’atlante geopolitico mondiale è in forte tensione. Per questo aveva suonato la sveglia, nel suo esordio, con le parole della romanza pucciniana: «Nessun dorma». Concetto che ha rafforzato ieri a Cernobbio, nel tentativo di volgere in positivo la recente analisi di Mario Draghi sullo stesso tema, analisi assai ruvida specialmente verso le istituzioni comunitarie.
Mattarella, quel richiamo all’orgoglio per i nostri valori e contro chi spera di salvarsi da solo
Per il Colle, l’Unione europea sarà centrale per recuperare il diritto internazionale lesionato e ritrovare la prospettiva del multilateralismo











