"Nuove prove la vicenda internazionale le presenta continuamente.

Ad esse dobbiamo far fronte nel medesimo spirito di cooperazione e fermezza sui valori". Sergio Mattarella lancia il suo appello alla fermezza dal cuore, politico e geografico, dell'Europa: il Lussemburgo.

Non poteva che parlare di Ue il presidente della Repubblica nella visita ufficiale nel piccolo granducato che ha dato i natali a Robert Schuman e, più recentemente, all'ex presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker. Anche se oggi ha preferito citare un altro lussemburghese famoso, Joseph Bech, considerato anch'egli un padre fondatore dell'Unione. Le sfide internazionali sono epocali, ripete da mesi Mattarella e da mesi ricorda a quanti dimenticano che l'Europa ha garantito pace e prosperità ai suoi cittadini per decenni. Perché, ha detto parlando nella cena offerta dal granduca Enrico di Lussemburgo, "pace, prosperità, giustizia sociale, nel progetto di integrazione europea, sono radicate nella democrazia, nel rispetto dei diritti umani e nella libertà per tutti i popoli".

Il Lussemburgo è uno Stato dell'Unione che dell'europeismo ne ha fatto una bandiera e tra i 27 ha sempre contato, a dispetto delle sue dimensioni e dei suoi circa 600 mila abitanti. Il capo dello Stato non ha mancato di ricordare la forza politica del granducato: "Il Lussemburgo, con istituzioni come la Corte di Giustizia Europea, la Corte dei Conti, la Banca Europea degli Investimenti è, oggi, una delle capitali dell'Europa unita", ha detto sottolineando come sia "un Paese che ha saputo fare dell'integrazione e della convivenza un vero punto di forza".