«Pier Giorgio era il San Francesco torinese. Un giovane pieno di vita e talento che, di nascosto, donava agli ultimi i suoi averi. Lo si è scoperto ai funerali, quando gran parte di Torino si è presentata fuori dalla chiesa. Di lui conservo la piccozza che usava durante le sue escursioni in montagna e le tante foto che mi fanno compagnia in camera da letto». Giovanna Gawronska, 94 anni, è la nipote di Pier Giorgio Frassati, che oggi verrà canonizzato in Vaticano. Torinese allegro e pieno di vita, Frassati è morto a 24 anni nel 1925 per una poliomielite fulminante contratta in una delle tante case povere, tra cui il Cottolengo, dove aiutava i meno fortunati di lui. Veniva da una famiglia più che benestante: suo padre Alfredo era stato il fondatore e proprietario della Stampa, sua madre Adelaide una pittrice. «Se penso a Pier Giorgio lo vedo ancora oggi circondato dai giovani — dice la nipote —. Se diventerà santo, cento anni e due mesi dopo la morte, è sicuramente grazie a mia mamma Luciana che ha girato l’Italia per raccogliere testimonianze sulla sua bontà e ce lo ha raccontato».