Anche la tv rende omaggio a Giorgio Armani, The gorgeous, l’italiano più famoso nel mondo. Un atto dovuto, trattandosi di un autentico genio capace di reinventare non solo la moda, ma l’immagine è la percezione che uomini e donne hanno di loro stessi. «Con un’opera di riduzione ha reso sicure le persone», spiega Simone Marchetti, direttore di Vanity Fair ospite di Giuseppe Brindisi a Zona bianca su Rete 4.
«Gli abiti non sono vestiti, sono pensieri che si appoggiano alla pelle. Lui l’aveva capito molto bene e l’aveva trasformato in azione. Quando una donna entrava in un consiglio d’amministrazione non con un tailleur per esempio di Chanel ma con altri abiti e indumenti diciamo più standard, riusciva a conquistarsi il suo spazio, anche fisico, perché c'era un nuovo pensiero. Questo è il potere della moda quando è veramente grande. La moda non sono mai vestiti, ma pensieri che sono capaci di farsi spazio nel mondo».
La giornalista Francesca Navari affronta invece il tema dell’ultimo “colpo” del gruppo Armani, l’acquisto della mitica Capannina di Forte dei Marmi. Un gesto d'affetto per quel luogo, «in cui nel 1966 Armani, a quei tempi di una bellezza stratosferica, aveva conosciuto Sergio Galeotti. Un esperto d'arte, un creativo, un uomo di una gentilezza straordinaria». Suo compagno e suo socio, «un feeling di testa e di cuore, Galeotti fu il braccio destro che ha aiutato Armani negli Anni ’80 quando esplose la sua moda. Lui diceva: «Quando è morto Sergio se ne è andato anche un pezzo del mio cuore». Armani tornava sempre a Pietrasanta, dov’era nato Sergio, e si sussurra che segretamente andasse a trovare la tomba dov’è sepolto Galeotti».











