Già dalle prime ore di sabato mattina, in via Bergognone, una grande folla silenziosa si compone per l’ultimo omaggio allo stilista

di Serena Tibaldi

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La fila ha cominciato a comporsi dalle 8, un’ora prima dell’apertura ufficiale delle porte. Tutti in fila silenziosi, attenti a rispettare il momento. I dipendenti, cui è stato riservato un ingresso a parte, i media e soprattutto la gente normale, quella che è qui solo per rendere omaggio a lui. C’è chi è in completo, chi si è vestito di blu - come per fargli piacere, visto che lo amava tanto – chi è vestito “da sabato”. Ma va bene così, qui davvero è il pensiero che conta.

La bara è al centro del suo Teatro, dove Armani ha sfilato tante, tante volte. Un solo fascio di luce a illuminarla, un crocifisso accanto, lo stendardo di Milano, i corazzieri a vegliarla. Il resto della sala è al buio, rischiarata da centinaia di candele in lampade di tessuto. Inconfondibilmente Armani Casa. Sullo sfondo, una grande foto di lui, elegante e sorridente, che saluta il pubblico al termine di uno show. Accanto, una delle sue frasi preferite: “Il segno che spero di lasciare è fatto di impegno, rispetto e attenzione per le persone e per la realtà. È da lì che tutto comincia”. In sottofondo, Nuvole Bianche, un brano di Ludovico Einaudi. A vegliare il feretro sono Leo Dell’Orco, partner e braccio destro di Giorgio, il nipote Andrea Camerana, Federico Marchetti, tra i suoi più fidi collaboratori. A controllare che tutto vada esattamente come lui avrebbe voluto è Anoushka Borghesi, la sua direttrice della comunicazione.