Per un presidente che ha dichiarato, fin dal suo primo mandato, che gli Stati Uniti non combattono guerre senza fine, tendente al Nobel per la pace e financo al Paradiso, voler rinominare il dipartimento della Difesa in dipartimento della Guerra, come si chiamava fino al 1947, sembra un controsenso o schizofrenia follia. Come spesso gli accade, però, Donald Trump sta semplicemente svelando il vero: se non ci si occupa della guerra, la guerra si occuperà di noi. Occuparsi della guerra, inoltre, significa avere un obiettivo chiaro: avere un’idea della pace. Ed ecco perché il pragmatico leader a stelle e strisce non sta mostrando i muscoli, non soltanto, quantomeno, né sta confondendo la forma con la sostanza: «Ripristinare il nome dipartimento della Guerra aumenterà l’attenzione al nostro interesse nazionale e segnalerà agli avversari la disponibilità dell’America a fare la guerra per garantire i suoi interessi», si legge nell’ordine esecutivo che l’inquilino della Casa Bianca sta per firmare. L’ordinanza dovrebbe autorizzare Hegseth e i funzionari dell’esecutivo a utilizzare i titoli di “segretario della Guerra” e “vicesegretario della Guerra” nella corrispondenza e nelle comunicazioni ufficiali. Rinominare il dipartimento richiederebbe invece un atto del Congresso, anche se la Casa Bianca stava valutando altre strade per apportare il cambiamento.