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5 SETTEMBRE 2025

Ultimo aggiornamento: 20:37

Come nel 1947. È un salto indietro nel tempo, poco dopo la fine della II guerra mondiale, quello che Donald Trump fa fare agli Usa e al mondo ribattezzando il Pentagono che tornerà a chiamarsi Dipartimento di Guerra. Per gli analisti la decisione, arrivata con l’ennesimo ordine esecutivo, appare come una risposta del tycoon alla maxi-parata militare della Cina. Con la modifica Pete Hegseth diventa il “segretario di guerra”, nome con cui Trump lo ha già chiamato diverse volte pubblicamente. “Abbiamo vinto la prima guerra mondiale e la seconda non con il Dipartimento della Difesa, ma con quello di Guerra. Come ha detto il presidente, non siamo solo difesa, siamo anche attacco”, ha detto Hegseth plaudendo al cambio di nome deciso da Trump perché, come spiegato dal tycoon, “troppo politicamente corretto”.

Anche se la missione dell’Esercito, della Marina e dell’aeronautica a stelle e strisce resteranno invariate, il cambio di nome – secondo gli osservatori – è un altro tassello della rivoluzione lanciata dal presidente, intenzionato a sbarazzarsi del ‘soft power’ americano e segnalare che sono finiti i tempi in cui gli Stati Uniti promuovevano la democrazia. Dallo smantellamento di Usaid al taglio dei fondi a Voice of America, l’amministrazione sta lentamente cancellando tutte quelle iniziative che ritiene uno spreco e non in linea con gli interessi americani. E la trasformazione del Pentagono in Dipartimento di Guerra si inserisce in questo trend. “Porta indietro gli Stati Uniti”, affermano alcuni storici in merito al cambio di nome.