Sport ed entertainment. O forse sarebbe più corretto capovolgere i due fattori dell’equazione con cui Liberty Media ha ridefinito i confini del successo economico e commerciale della Formula 1, portandola a livelli fin qui inesplorati. Una strategia che adesso sarà replicata con la MotoGp la cui acquisizione è diventata definitiva lo scorso luglio.

Dopo l’esperienza della serie tv targata Netflix, «Drive to survive», che ha riacceso in particolare fra i giovani spettatori e nel mercato nordamericano, l’interesse per le monoposto della Formula 1, raccontandone il dietro le quinte in una prospettiva quasi epica, a fine giugno è arrivato sul grande schermo “F1 The Movie”. Il film distribuito a livello mondiale è subito diventato il film di Apple con il maggior incasso di sempre avendo superato in poche settimane di proiezione i 600 milioni di dollari al botteghino.

Un successo che si spiega certo con l’interpretazione di Brad Pitt nel ruolo del pilota Sonny Hayes e con la regia di Joseph Kosinski, ma soprattutto con la singolare sinergia che è stata creata, inserendo la rappresentazione scenica direttamente nel cuore dei circuiti del Circus, in un’inedita forma di verosimiglianza cinematografica.