Stai utilizzando Internet Eplorer: è un browser molto vecchio, non sicuro, e non più supportato neanche da Microsoft stessa, che l'ha creato.
Per favore utilizza un browser moderno come Edge, Firefox, Chrome o uno qualunque degli altri a disposizione gratuitamente.
Dei dodici visionari che hanno fatto grande il made in Italy solo tre "parlano" italiano
Giovani e sorridenti. Quasi rinascimentali, a guardarli oggi. Sono tutti lì, i big della nostra moda. In fila davanti alle guglie del Duomo di Milano che sembra battezzare il made in Italy. Visionari e geniali, avevano le redini di un'Italia pronta a trasformare la moda in industria, senza tradire la mano dell'artigiano. Stilist che non sapevano ancora che sarebbero diventate imperi. Dove il nome era l'azienda. Anzi il brand era la persona. Eccoli tutti lì. Da sinistra, Laura Biagiotti, Mario Valentino, Gianni Versace, Krizia, Paola Fendi, Valentino Garavani, Gianfranco Ferrè, Mila Schön, Giorgio Armani, Ottavio Missoni, Franco Moschino e Luciano Soprani, immortalati da una delle icone delle giornaliste di moda, Adriana Mulassano.
Era il 1985, quando la settimana della moda non si chiamava ancora Fashion week. Era l'anno della nevicata storica, della prima telefonata da un portatile e di Ritorno al futuro sul grande schermo. Erano gli anni in cui i giornalisti stranieri volavano a Linate come pellegrini, per capire che cosa avrebbero indossato le élite del mondo nei sei mesi successivi. La Milano da bere era anche la Milano del ben vestire, dove la creatività artigianale saliva dalle sartorie romane e dai laboratori lombardi per conquistare le passerelle globali. Oggi, di tutti loro sono rimasti solo Valentino e Paola Fendi, ma quello che "non c'è più" è ben altro. Il made in Italy spesso è un etichetta ma i fondi, i nuovi padroni, parlano altre lingue. Quasi tutte le maison sono infatti passate di mano. Con francesi e americani che hanno fatto man bassa, grazie ai loro fatturati miliardari. Divorati da giganti del lusso come LVMH (di cui oggi Fendi fa parte), gruppo da 84,7 miliardi. E nonostante qualche ritorno, a guardare quella foto la sensazione è più forte della nostalgia del passato. Versace dopo sette anni in mano a Capri Holdings (gruppo americano che controlla anche Michael Kors e Jimmy Choo) è stato acquistato da Prada, con una delle operazioni tra le più rilevanti del sistema moda italiano: 1,25 miliardi di euro certificati l'aprile scorso.






