Sei anni fa il lago d’Iseo sgranava gli occhi davanti ai palombari con le tute da Ventimila leghe sotto i mari. A loro fu affidato il compito di riportare a galla un mistero inabissatosi a 80 metri di profondità, davanti a Tavernola Bergamasca, si presume nel 2004, l’anno della scomparsa di Rosario Tilotta, all’anagrafe Rosaire, perché nacque in Tunisia da genitori per metà siciliani e per metà toscani, che successivamente si spostarono a Cavernago. Aveva 59 anni, faceva l’operaio e negli ultimi tempi abitava a Scanzorosciate con la moglie albanese Elva Kurti, 32 anni più giovane, lui classe 1945, lei del ‘77. Una vita anonima come lo è stato il finale dopo quel ripescaggio sotto i riflettori e sotto la pioggia: un funerale pagato dal Comune di Milano, perché nessuno volle farsene carico. E là, lontano da tutti, Tilotta è sepolto.
Il giallo del cadavere in fondo al lago d'Iseo: dalle tracce di sedativo ai dubbi sull'auto, perché regge ancora l'ipotesi di un omicidio
I resti di Rosario Tilotta, scomparso nel nulla nel 2004, furono scoperti sul fondale davanti a Tavernola Bergamasca sei anni fa. L'indagine è ancora aperta e ora la vedova albanese chiede l'avocazione del pm






