Porta della Franciacorta, Rovato è anche la sede di un antico mercato del bestiame che dal 1954 ha preso il nome di Lombardia Carne e si svolge solitamente 15 giorni prima di Pasqua. Nei secoli, il mercato bovino rovatese è diventato una delle più importanti manifestazioni del settore zootecnico e agricolo del Nord Italia. Del commercio di bovini a Rovato si ha notizia già dall’età longobarda, fu infatti questa popolazione che per prima creò un piccolo mercato nel piazzale antistante alla chiesa di S. Michele, sul Monte Orfano. Il progenitore del mercato come lo intendiamo oggi ha origine durante il Medioevo quando mandriani, nomadi e pastori provenienti dalla Valtellina e dalla Val Camonica conducevano le mandrie di bestiame sulla piazza rovatese. Nel periodo in cui Brescia e la sua provincia entrarono a far parte dei territori della Serenissima, dal 1426 al 1797, Rovato divenne un importante centro commerciale per il bestiame e per tutte le merci che viaggiavano da est a ovest. Questa premessa storica serve per comprendere come sia possibile che uno dei piatti tipici di Rovato, il manzo all’olio, abbia come ingredienti la carne, l’olio d’oliva e le acciughe.

Una ricetta d’élite

La prima notizia scritta del manzo all’olio risale a metà del 16esimo secolo ed è contenuta nel ricettario di Donna Veronica Porcellaga. La nobildonna, per dimostrare ai suoi ospiti quanto fosse ricca la sua famiglia, a Rovato è visitabile al confine con il centro storico il magnifico Palazzo Porcellaga Quistini, serviva un piatto composto da ingredienti molto costosi come il cappello del prete, uno dei migliori tagli del bovino, l’olio di oliva, condimento prezioso che proveniente dalle sponde del lago d’Iseo, e le acciughe sotto sale, portate dai commercianti che venivano dai paesi costieri.