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Ultimo aggiornamento: 7:45

Il Burkina Faso, dal 1° settembre 2025, è entrato ufficialmente nel club dei Paesi africani che puniscono l’omosessualità con il carcere. Non è solo un fatto giuridico: è una scelta politica, culturale e identitaria.

In un Paese che fino a ieri non prevedeva alcuna sanzione penale per i rapporti omosessuali, la nuova legge rappresenta una svolta profonda. Gli osservatori locali sottolineano che la norma non è piovuta dal nulla: da anni si avvertivano segnali di una progressiva stretta morale, come se la questione della moralità pubblica fosse in cima ai problemi del popolo burkinabè.

La svolta è arrivata con l’approvazione unanime da parte dei 71 membri non eletti dell’Assemblea legislativa di un nuovo Codice delle persone e della famiglia: un imponente testo di 1.113 articoli che tocca temi fondamentali come età e forme del matrimonio, nazionalità, status dei minori, divieto di poliandria, riconoscimento dei matrimoni religiosi e fissazione dell’età minima per le nozze. Ma l’innovazione più controversa è l’introduzione di una norma che criminalizza le “pratiche omosessuali”, punendole con pene detentive da due a cinque anni e con pesanti ammende. Per gli stranieri, oltre alla condanna, è prevista anche l’espulsione.