Kathmandu (Nepal), 5 set. (askanews) – In Nepal sconcerto e preoccupazione dopo che è stato bloccato l’accesso a 26 piattaforme social, tra cui Facebook, X, YouTube. Una decisione del governo che ha lasciato milioni di utenti confusi.

Il Ministero delle Comunicazioni e delle Tecnologie dell’Informazione ha ordinato all’autorità per le telecomunicazioni di disattivare l’accesso alle piattaforme non registrate che operano in Nepal. A Kathmandu, giovani si confrontano e molti imprenditori sono preoccupati per la loro attività.

“Sono davvero dispiaciuta per la decisione del governo – dice una ragazza che vende gioielli e accessori via social – gestiamo la nostra attività tramite Facebook e, se verrà chiuso, il lavoro ne risentirà. Facebook ci permette anche di comunicare con i nostri fratelli che vivono all’estero, non dovrebbe essere vietato”.

“Non è una tortura mentale per i giovani come me? – afferma uno studente – queste piattaforme sono utilizzate regolarmente da tutti, dai bambini agli anziani. Essere costretti a smettere improvvisamente di usarli può creare uno stress significativo”. Così una studentessa:

“Il governo dovrebbe revocare il divieto sui social media, non dovrebbe concentrarsi solo sulle sue preoccupazioni ma considerare come aiutano le persone nella vita quotidiana. Ogni cosa ha i suoi aspetti negativi, ma il governo dovrebbe considerare i lati positivi e consentirli di nuovo”.