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Tra i film presentati fuori concorso alla Mostra del cinema di Venezia c’è anche Scarlet di Mamoru Hosoda. Insieme a colleghi come Makoto Shinkai, Isao Takahata e Hideaki Anno è uno dei pochi animatori giapponesi che possono essere accostati a Hayao Miyazaki per influenza, statura autoriale e notorietà internazionale. Il film d’animazione racconta la storia di Scarlet, una principessa che, dopo aver fallito il tentativo di vendicare l’assassinio del padre, finisce in una dimensione alternativa chiamata “terra dei morti”, sconvolta da conflitti e distruzione.
Hosoda ha detto di essersi lasciato ispirare in parte da vicende reali e in parte da storie di finzione, come la biografia di Giovanna d’Arco, la Principessa Mononoke di Miyazaki, Il piccolo principe di Antoine de Saint-Exupéry e l’Amleto di Shakespeare. Il riferimento principale però è Il re leone, uno dei film Disney più apprezzati degli anni Novanta, di cui Scarlet dovrebbe rappresentare una sorta di riscrittura in chiave contemporanea. Una delle consuetudini più note del cinema di Hosoda è infatti quella di riprendere i motivi, la poetica e gli stilemi di classici dell’animazione per adattarli al contesto sociale, tecnologico ed emotivo di oggi: lo aveva già fatto con Belle (2021), che omaggiava fin dal titolo La bella e la bestia.









