Un nuovo caso riaccende i timori sul legame tra influenza aviaria e alimenti crudi per animali domestici. A San Francisco un gatto domestico è stato infettato dal virus H5N1 dopo aver mangiato un cibo crudo a base di pollo: le sue condizioni sono rapidamente peggiorate, da non permettere alcun tipo di terapia e dover ricorrere all’eutanasia. L’autopsia ha confermato che il virus presente nel corpo dell’animale era lo stesso rilevato nel prodotto che aveva consumato: l’ennesima prova che i cibi crudi possono trasformarsi in un pericoloso veicolo di contagio.

Influenza aviaria: cosa sapere, la mappa del contagio e tutte le ultime notizie

Primo caso della stagione

Si tratta del primo episodio documentato di infezione da cibo crudo in gatti domestici dal marzo scorso. Ma non è un evento isolato: solo quest’anno, quasi 70 gatti negli Stati Uniti sono risultati positivi al virus H5N1, spesso dopo aver ingerito latte non pastorizzato o alimenti crudi contaminati. Il rischio è particolarmente alto per gli animali giovani, anziani o con un sistema immunitario compromesso, che possono sviluppare forme gravi e spesso letali della malattia. I felini hanno mostrato da subito una sensibilità particolare al nuovo virus H5N1 ad alta patogenicità. Il ceppo può scatenare anche in poche ore convulsioni, instabilità respiratoria e tremori, spesso fatali. E così come già appurato, latte crudo e carne cruda sono veicoli di questo virus, che si diffonde rapidamente all’interno degli organismi felini, attaccando polmoni, fegato ed encefalo.