One hit wonder. Così, grazie all’asciutto pragmatismo della loro lingua, gli inglesi definiscono chi raggiunge il successo con una singola canzone, senza riuscire a replicare tale popolarità con altri brani successivi, per quanto pregevoli questi siano. E chi più di Marco Ferradini, classe 1949, con la sua immortale “Teorema”, da 40 anni scolpita nella memoria collettiva, incarna questo paradigma autoriale? L’occasione per non smentire l’assunto è data da “Suzuki Jukebox - La notte delle Hit” all’Inalpi Arena, nella quale, per due giorni, venerdì 12 e sabato 13 settembre alle 21, le canzoni blockbuster più clamorose dagli Anni 70 ad oggi la fanno da padrone, senza prendere prigionieri. E Ferradini è di scena venerdì 12.
Quando si scrive una canzone come “Teorema” si ha la percezione, ancor prima del riscontro del pubblico, di avere per le mani “tanta roba”?
«Insieme al grande Herbert Pagani, co-autore del brano, scendevamo da Macugnaga, dove avevamo composto il pezzo e infilato il nastro nell’autoradio, pur in versione ancora nuda, chitarra e voce, abbiamo avuto nitida la sensazione che “Teorema” fosse un pezzo fortissimo. Certo non potevamo immaginare che lo sarebbe stato di queste proporzioni».







