Ma come si veste privatamente Marc Jacobs? Tra l’immensità di difetti, Marc by Sofia, il documentario di Sofia Coppola sul 62enne amico stilista newyorchese, Fuori Concorso a Venezia 2025, ha un pregio peraltro del tutto involontario. Mostra come il re dei look audaci, spropositati, delle linee ingigantite, abnormi, gonfiate, quando deve farsi intervistare in casa o in ufficio dall’amica Sofia si vesta come un qualsiasi damerino con maglioncini girocollo a triste tinta unita o con un discutibilissimo pigiama oro marrone. Colui che ha ibridato la moda con la cultura pop e l’arte, il “guru del grunge” e poi l’enfant prodige chez Luis Vuitton, nel documentario della figlia del celebre Francis Ford diventa un mero dispensatore di chiacchiere tra amici, di già sentiti (sempre gradevole l’aneddotica dell’infanzia passata con la nonna) e già detti. Niente tensioni dialettiche, niente rivelazioni, niente domande (e risposte) scomode.
Marc by Sofia è uno scontato botta e risposta di gioie, pene e paure del protagonista a ridosso della collezione primavere estate del 2025. Seguiamo così la preparazione della sfilata fin dalla scelta dei tessuti e dei colori, poi gradualmente la scelte di forme, volumi e tagli, fino alle prove con le modelle. Un lavoro di gruppo che procede sincronico con il largo e composito team della Marc Jacobs. Anche se è nei filmati di repertorio – soprattutto quelli della Coppola stessa e di Spike Jonze sulla celebre e divertita sfilata X-Girl – che Marc by Sofia si ravviva, come per dimostrare che appunto nello scavo odierno dell’opera c’è poco o nulla, mentre per lustrarsi gli occhi bisogna andare a scavare in archivio.










