Tagliare l'Irpef non basta.

Non è intervenendo sull'aliquota sul ceto medio che si garantisce la crescita. Quello che serve è spingere la produttività, dare forza alle imprese, in poche parole "mettere al centro l'industria". Mentre tra i partiti si scalda il dibattito sulla futura manovra, il presidente di Confindustria Emanuele Orsini interviene di fronte alla platea degli industriali emiliani tornando ad invocare un piano industriale straordinario con risorse complessive per 8 miliardi di euro.

Solo così si può creare ricchezza e solo così la ricchezza può essere redistribuita. Quello dei salari, assicura alla luce delle proposte emerse all'interno della maggioranza negli ultimi giorni, "è sempre stato un tema" per gli industriali, ma i salari non aumentano con un taglio dell'Irpef "una volta l'anno".

Piuttosto bisogna guardare ai contratti di produttività. E bisogna puntare sulle imprese che possono "produrre di più, guadagnare di più e distribuire le ricchezze". E' quella la via, spiega. Orsini pensa anche all'Europa, chiedendo di fare un salto di qualità e di attivare gli Eurobond, ma è soprattutto sui prossimi interventi legislativi e sulla legge di bilancio per il 2026 che concentra l'attenzione. L'emergenza numero uno è ancora quella energetica e per superarla serve applicare quanto prima il meccanismo del disaccoppiamento.