Per contrastare la peste suina africana la Regione aveva autorizzato l’apertura alla caccia braccata al cinghiale in anticipo: già il primo settembre i cacciatori avrebbero potuto prendere di mira questi ungulati che provocano ingenti danni all’agricoltura. Ma i Consigli degli Ambiti Territoriali di caccia (Atc) e i Comprensori alpini hanno scelto periodi di caccia più conservativi, con partenza nemmeno al 21 settembre, data di apertura della stagione venatoria, ma addirittura il 1 ottobre.
Critiche di Coldiretti Torino
E su questa decisione è arrivata puntuale la presa di posizione del mondo agricolo: «Un atteggiamento irresponsabile – afferma il presidente di Coldiretti Torino, Bruno Mecca Cici – che va contro lo spirito di collaborazione che dovrebbe improntare questo momento difficile, dove l’infezione di peste suina africana è ormai alle porte del Torinese». E poi aggiunge: «Proprio in presenza delle zone cuscinetto per la Peste suina africana, che coinvolgono anche comuni canavesani, lascia perplessi ancora di più la scelta degli Atc dell’area Nord della provincia di non seguire le indicazioni della Regione e ritardare l’apertura della caccia. Inoltre, come indicato dal commissario per la peste suina, abbiamo due distretti suinicoli nel Chierese e nel Basso Pinerolese che si estendono sino al Cuneese, dove l’eliminazione del cinghiale deve essere totale».







