Non serve più una firma su carta bollata per sancire un accordo tra ex coniugi. Oggi, anche un semplice scambio di messaggi su WhatsApp può avere valore legale. È quanto emerge da una serie di pronunce giudiziarie culminate nella storica sentenza della Cassazione del 21 luglio 2025, che ha definitivamente aperto alla legittimità degli accordi economici prematrimoniali.

Il caso Catanzaro

Nel caso esaminato dal tribunale di Catanzaro, una conversazione tra ex coniugi ha prodotto un accordo chiaro: lui avrebbe continuato a pagare il mutuo della casa, lei avrebbe rinunciato all’assegno di mantenimento. Il giudice ha riconosciuto a quello scambio di messaggi lo stesso valore di un contratto “a latere”, valido anche senza l’omologazione ufficiale. Il risultato? Revocato un decreto ingiuntivo da 21mila euro.

Il precedente di Padova

Già il tribunale di Padova aveva riconosciuto la validità di un accordo nato da uno scambio di email tra ex coniugi, relativo alla vendita di un immobile. Il giudice aveva sottolineato la coerenza e chiarezza del contenuto, confermando che anche le comunicazioni informali possono avere valore giuridico.