PIAN DELLA MUSSA (Valli di Lanzo) - La vetta della Ciamarella, con i suoi 3.676 metri, si staglia maestosa nell'azzurro del cielo. La Madonna col Bambino che assieme al busto di San Leonardo Murialdo presidia la cima non si vede, ma si sa che è lassù a vegliare dall'alto sul Pian della Mussa, che in un'altra era geologica si presentava come un immenso ghiacciaio e che oggi è uno splendido altopiano alla fine della Val d'Ala, una delle Valli di Lanzo, tra le poche del nostro arco alpino che hanno mantenuto una dimensione ancora in parte selvaggia. Proprio qui, nel 1927, Antonio «Toni» Ortelli compose uno dei più noti brani di montagna, La Montanara, un classico del repertorio di ogni coro. Quando il sole non è ancora del tutto emerso dalla cortina di montagne che ci circondano - siamo nel cuore delle Alpi Graie, che prendono il nome dagli antichi graioceli, popolo celtico che viveva tra le Valli di Lanzo e il Moncenisio -, il gruppo di geologi, ricercatori, ambientalisti e attivisti che partecipano alla Carovana dei Ghiacciai di Legambiente si mette in cammino, lasciandosi alle spalle «boschi e valli d'or» e procedendo in direzione delle «aspre rupi» della canzone, dove prima o poi dovrebbe echeggiare il famoso «cantico d'amor».
Con gli scienziati al capezzale dei ghiacciai in fusione. «Calo drammatico, ma si può ancora provare a resistere»
In cammino con ricercatori e attivisti nell'ultima tappa della Carovana dei Ghiacciai di Legambiente. La perdita di spessore della Ciamarella e della Bessanese confermano il cattivo stato di salute dei nevai di alta quota su tutto l'arco alpino. «Non è vero che non si può fare più niente per cambiare, basta volerlo»












