Per i manager di Mediobanca e l’amministratore delegato Alberto Nagel è un nuovo smacco. Il pattista Pierluigi Tortora ha deciso di aderire all’offerta pubblica di scambio lanciata dal Monte dei Paschi di Siena sulla banca d’affari milanese, che ha ormai superato il 30%. Un messaggio di “game over” per l’accordo che per anni ha governato Mediobanca. Nella seconda metà di luglio, mentre altri aderenti all’accordo di consultazione tra i soci storici di Piazzetta Cuccia cedevano le proprie quote, Tortora e la sua Plt Holding, la cassaforte della famiglia che opera nel settore delle rinnovabili, compravano titoli. Azioni, ha riferito l’agenzia Radiocor, ora portate in adesione all’ops promossa dall’istituto senese. Entrato nel capitale di Mediobanca a febbraio dello scorso anno, compensando assieme ad altri innesti l’uscita degli Angelini dal sindacato storicamente vicino al management, Tortora ha portato a Mps la sua intera partecipazione dell’1,1%. In totale 9,5 milioni di azioni delle quali 4 milioni rientrano nell’intesa di sindacato che continua ad assottigliarsi, con soci storici che con il tempo si sono smarcati. Crepe e movimenti c’erano stati già nei mesi passati, benché l’accordo sia di mera consultazione e non ci sia alcun obbligo a votare compatti.