«Ossessionato dai confini». Sarebbe una «guerra» di vicinato iniziata tre anni fa il movente che ha portato all’omicidio di Fatos Cenaj, 58 anni, ex poliziotto di origini albanesi trasferitosi tre anni fa in Italia, freddato con un colpo di pistola alla testa la mattina dell’8 giugno scorso a Fontaniva, nell’Alta Padovana. L’ossessione per il confine di casa, una villetta in un caseggiato con cortile promiscuo, è la ragione che avrebbe portato un vicino di Cenaj ad appostarsi lungo via Casoni Basse alle 7.30 del mattino, e a premere il grilletto di una pistola ad aria compressa, un’arma di libera vendita che se usata a distanza ravvicinata può essere letale. Ora il vicino è indagato per omicidio: l’uomo, che abita nel caseggiato in cui abitavano Cenaj e la sua famiglia, è a piede libero: secondo gli investigatori non c’è pericolo di reiterazione del reato, di fuga o inquinamento prove. A metà luglio i carabinieri hanno perquisito la sua abitazione e hanno sequestrato una pistola ad aria compressa che potrebbe essere l’arma del delitto. È in quella fase che il quarantenne, difeso dall’avvocato Simone Guglielmin, ha saputo di essere indagato.