FONTANIVA (PADOVA) - Il killer di Fatos Cenaj, albanese di 58 anni ed ex guardia penitenziaria, per uccidere avrebbe impugnato una pistola artigianale. Da bravo carpentiere avrebbe ordinato alcuni pezzi su Amazon e poi li avrebbe assemblati per costruirsi l’arma che ha fatto fuoco la mattina dell’8 giugno a Fontaniva nell’Alta padovana in via Casoni Basse, comune di 8mila anime.

Per gli inquirenti il presunto assassino, difeso dagli avvocati Simone Guglielmin ed Eva Baggio del foro di Treviso, indagato a piede libero per omicidio volontario aggravato dalla premeditazione, sarebbe il 45enne vicino di casa. Un rapporto difficile con Fatos e la sua famiglia, fatto di continui litigi per motivi di confine. E secondo il pubblico ministero Maria D’Arpa, titolare delle indagini, il movente del delitto è racchiuso proprio negli screzi di vicinato.

Confronti spesso aspri dove il presunto colpevole, in cura al centro di igiene mentale dell’Ulss territoriale, avrebbe in più occasioni reagito con violenza. Il carpentiere su Amazon, oltre ai pezzi per assemblare la pistola, avrebbe acquistato anche un completo da mountain bike per non farsi riconoscere al momento dell’agguato contro Fatos.

Ma quella mattina dell’8 giugno avrebbe commesso un errore, perchè sarebbe stato ripreso da una telecamera della videosorveglianza mentre faceva fuoco, colpendo Fatos in sella al suo triciclo sotto l’orecchio sinistro. Così i carabinieri lo hanno incastrato e sono risaliti alla sua identità. Con la morte del 58enne, avvenuta l’11 giugno in ospedale dopo due giorni di agonia, i militari hanno perquisito l’abitazione del 45enne trovando e sequestrando gli indumenti sportivi ma non la pistola artigianale. Tuttavia la Procura non ha chiesto alcuna misura restrittiva, perchè l’impianto accusatorio avrebbe alcune lacune. Le indagini infatti proseguono. Intanto la famiglia di Fatos affiancata dall’avvocata Alessia Clemente, per paura di altre azioni violente da parte del vicino di casa, si è trasferita in un luogo più sicuro.