FONTANIVA (PADOVA) - «Dopo quello che abbiamo appreso, certo non si può stare tranquilli, speriamo non sia vero». Questo il commento di alcuni residenti di vicolo del Bosso. La strada è lunga un centinaio di metri e si conclude in un cortile dove si affacciano diverse abitazioni. Tra queste, prima di testa lato est, quella dove da due anni e mezzo viveva Fatos Cenaj, 59 anni, albanese ed ex guardia carceraria.

Da qualche settimana i familiari non abitano più lì pur essendo rimasti a Fontaniva. Si mormora per motivi di riservatezza che, con gli sviluppi della vicenda, sono diventati ora prima di tutto di sicurezza. La notizia dell'inchiesta per omicidio volontario che vede indagato un vicino di casa di Cenaj, il quale avrebbe ucciso il 59enne per una serie di liti di vicinato (la cronaca a pagina 10 del fascicolo nazionale) è giunta assolutamente inaspettata nella via, considerato che molte famiglie abitano lì da molti decenni. Emergono però degli screzi, finiti anche in tribunale, relativamente alle dimensioni della superficie del cortile di proprietà della famiglia dell'indagato.

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