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Il report del Centro per gli studi sull’odio dell’Università di Leicester punta il dito contro il “razzismo rurale” e pone l’accento sul “peso psicologico” di “navigare in spazi prevalentemente bianchi”
La campagna è “a prevalenza bianca” e necessita di più cibo halal. Non si tratta di una strana frase partorita dall’intelligenza artificiale, ma di quanto affermato dal report stilato dal Centro per gli studi sull’odio dell’Università di Leicester, in Inghilterra. L’obiettivo? Accendere i riflettori sul “razzismo rurale”. Lo zenit della cultura woke.
Secondo gli accademici dell’università, le minoranze etniche che vivono in campagna affrontano quotidianamente “sfide” perché l’Inghilterra rurale è “a prevalenza bianca”. Questo crea una sensazione di “disagio” e bisogna considerare “il peso psicologico” che deriva dal “navigare in spazi prevalentemente bianchi”. Il rapporto solleva anche preoccupazioni sul fatto che la cultura tradizionale dei pub e altre “usanze monoculturali” non siano inclusive. Entrando nel dettaglio, in campagna mancano “strutture adeguate per soddisfare le esigenze religiose e culturali” e non soddisfano “norme alimentari radicate nella pratica religiosa o culturale”, come il kosher e l’halal. Da qui, secondo gli studiosi, l’aumento del senso di esclusione.






