Un materasso da ospedale, un comodino, due mensole e una piccola scrivania. Il tutto alla modica cifra di 420 euro più condominio, fortunatamente comprensivo di Tari e acqua ma non di altre utenze.
In zona Policlinico, una singola in appartamento “completamente rifinito” costa 550 euro. Un’altra stanza in quella zona, sempre allo stesso prezzo, è “ammobiliata” con un solo con un letto matrimoniale. In compenso c’è una “vista spettacolare sulla città” e il ritiro dei rifiuti al piano.
Ampie camere doppie con bagno “a uso privato” arrivano a costare 640 euro. O ancora, molti annunci vanno per genere, affittando solo a studenti o solo a studentesse. Questa è la realtà con cui si devono scontrare ogni anno gli studenti in cerca di un alloggio a Bari per studiare all’università.
"In questo periodo riceviamo moltissime richieste di assistenza da parte di ragazzi che si affacciano per la prima volta al mercato immobiliare” racconta Sahar Locaputo, coordinatrice di Udu (Unione degli universitari) di Bari. “Molti devono rinunciare agli studi. E meno studenti, meno sviluppo”.
Secondo Locaputo, mancano politiche abitative adeguate ad assistere gli studenti e a frenare la tendenza agli affitti brevi: “la tendenza alla turistificazione ha sicuramente aggravato il problema”.







