Ha compiuto da poco 24 anni ma ha già vissuto molte vite, tanto da meritarsi un docufilm dall'evocativo titolo «Il ritorno». Il protagonista è Jannik Sinner, fenomeno assoluto del tennis italiano e mondiale, numero uno del ranking ma anche ragazzo tutto da scoprire che ha attraversato da poco mesi difficili per la vicenda Clostebol. Proprio dal riscatto dopo quel momento prende il via cortometraggio realizzato da Rolex, uno dei suoi sponsor principali: si parte dall'aprile del 2025, a Montecarlo, durante la sospensione. «Nel tennis le cose possono cambiare molto in fretta - spiega Sinner -. Lavoro per vincere il maggior numero possibile di partite ma a volte, quando vivi situazioni difficili, ti si aprono gli occhi. Dall'esterno magari non sembro molto emotivo, ma lo sono. Quando ho un momento duro, a volte non riesco a trattenermi. Sono molto severo con me stesso. Dubbi? Tutti noi ne abbiamo. Io ho dubbi ogni giorno. Di sicuro ne ho ogni volta che entro in campo ma mi ricordo anche che sono capace di vincere e tutto il lavoro fatto per arrivare qui».
Jannik Sinner, alle origini del campione: «Non avevamo molte cose, mio padre faceva il cuoco e mia madre la cameriera. Hanno fatto tanti sforzi per me»
Il numero uno del mondo si racconta nel docufilm «Il ritorno». L'infanzia in Alto Adige e il trasferimento a Bordighera a 13 anni: «Ho lasciato famiglia e amici da un giorno all'altro: in quel momento ho capito che persona ero»






