La sortita del primo ministro francese Bayrou, che ha accusato l’Italia di praticare «concorrenza fiscale sleale» a danno della Francia, ha sorpreso la premier, che infatti domenica ha replicato con un post piuttosto duro, seguita a ruota dagli esponenti di partito e di governo. Ma il dumping fiscale non è argomento che meriti un nuovo scontro con i francesi. Non nel complicato quadro internazionale e in vista dell’imminente vertice dei Volenterosi, convocato da Macron per giovedì e al quale Giorgia Meloni interverrà da remoto e con una posizione distante da quella di Macron: all’Eliseo, dove andranno Keir Starmer e Volodymyr Zelensky, si definiranno «solide garanzie di sicurezza per l’Ucraina», come scriveva ieri il presidente francese sui social, e la premier dovrà ribadire il no italiano allo schema della forza di interposizione su cui lavorano Francia e Gran Bretagna e insistere con il meccanismo difensivo ispirato all’articolo 5 del Trattato di Washington.
Il Wall Street Journal e la lite sul fisco: il nuovo malato d’Europa è la Francia
Il ministro Giorgetti dopo l’accusa di Bayrou: noi non speculiamo sui problemi altrui...












