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1 SETTEMBRE 2025
Ultimo aggiornamento: 18:55
Mentre la Spagna prova a “estinguere i roghi ancora attivi” lasciati dalla “peggiore ondata di incendi” della sua storia recente, il premier socialista Pedro Sánchez chiama all’unità nazionale e presenta un “Patto di Stato” per fronteggiare l’emergenza climatica in corso affinché la tragedia, che ha registrato 130 incendi ad agosto e devastato 330mila ettari, sei volte l’isola di Ibiza, “non si ripeta mai più”. Il Patto – termine usato per l’ultima volta nel 2015, sempre su proposta dell’allora oppositore Sánchez, ma in materia di anti-terrorismo – è stato presentato lunedì a Madrid nella sede del ministero della Transizione ecologica e Sfida demografica, e prevede dieci punti, tra cui l’istituzione di un’Agenzia statale di protezione civile che “rafforzi il buon funzionamento del sistema”, la creazione di “fondi con risorse permanenti a livello statale e nelle autonomie” per agevolare la ricostruzioni di “municipi e paesaggi perduti” e “la costruzione di rifugi climatici nelle grandi città”, stabilendo anche “nuovi standard per tutelare i lavoratori dallo stress termico“.
La rivoluzione proposta da Sánchez non si ferma qui: il leader socialista parla di “promuovere l’agricoltura generativa” e “riconoscere il ruolo essenziale del mondo rurale mediante detrazioni fiscali”, incentivi per i “posti di lavoro verdi” e maggior coordinamento con le amministrazioni locali. Madrid cerca l’alleanza delle campagne, dove i socialisti non hanno molta presa. “Alcuni vedono la transizione ecologica come una realtà contraria agli interessi dei professionisti del campo: semmai è il contrario”, ha detto il ministro dell’Agricoltura Luis Planas, in difesa del Patto, aggiungendo che “l’instabilità nella produzione agroalimentare è un rischio per la sicurezza alimentare, dalla quale dipendono la stabilità dei mercati e le entrate degli agricoltori”.











