Agosto 2025, il mercato italiano dell’auto arranca come un vecchio motore ingolfato: 67.272 immatricolazioni, un timido -2,7% rispetto all’agosto 2024, che già non brillava per vitalità.
Male anche i primi 8 mesi
Se allarghiamo lo sguardo ai primi otto mesi dell’anno, il panorama si fa ancora più desolante: 1.040.734 veicoli, un calo del 3,7% rispetto al 2024. Ma il vero pugno nello stomaco arriva dal confronto con il 2019, l’ultimo anno prima che il mondo si fermasse: -24,6% ad agosto, -15,8% nel cumulato. È come se il settore, dopo la pandemia, si fosse seduto su una panchina a guardare il tempo passare, senza più la forza di rialzarsi.
Un cambiamento radicale
Eppure, dietro questi numeri, c’è un racconto più complesso, una metamorfosi che parla di noi, delle nostre scelte, delle nostre paure. Le auto a benzina, un tempo regine indiscusse delle strade, arrancano con un -13,9% ad agosto e un -17,6% nei primi otto mesi, confinate a un quarto del mercato. Le diesel, poi, sono un requiem su quattro ruote: -40,2% nel mese, -32,1% nel cumulato, ridotte a un misero 8,4% di quota ad agosto. È il tramonto di un’epoca, quella dei motori rombanti che odoravano di nafta e libertà, quando il pieno costava pochissimi.









