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Ad aprile la procura di Prato ha aperto un’inchiesta dopo aver ricevuto una denuncia da Tommaso Cocci, 34 anni, ex capogruppo di Fratelli d’Italia in consiglio comunale, vittima di un ricatto e più precisamente di un caso di sextortion. Negli ultimi mesi in almeno due occasioni Cocci ha ricevuto lettere anonime spedite per imporgli di smettere di fare politica: entrambe contenevano una foto intima che Cocci aveva mandato su Instagram attraverso un messaggio privato.

Cocci dice di essere stato adescato da qualcuno che ha organizzato tutto per screditarlo in vista di una candidatura alle elezioni regionali in Toscana, che si terranno a metà ottobre. Pur senza fare accuse precise, Cocci non esclude che l’intera vicenda sia un regolamento di conti interno al suo stesso partito.

La prima lettera anonima era stata inviata a febbraio solo a Cocci, la seconda invece è stata inviata ad aprile anche a Giovanni Donzelli, coordinatore nazionale di Fratelli d’Italia (che al momento è probabilmente il toscano più importante all’interno del partito), alla deputata pratese Chiara La Porta, e ai consiglieri comunali Claudio Belgiorno e Cosimo Zecchi. Cocci è stato minacciato con accuse di pedofilia, pedopornografia, uso di droghe illegali e legami con la massoneria.