Con una maxi affissione davanti ai Musei Vaticani, a Roma, e la raccolta di firme in corso per una petizione al Parlamento, l'associazione Luca Coscioni rilancia la campagna "Pma per tutte" con l'obiettivo di "eliminare le discriminazioni ancora presenti nella legge 40 del 2004 e garantire pari accesso alla procreazione medicalmente assistita (Pma) anche a donne singole e coppie dello stesso sesso".
L'affissione, visibile fino al 18 settembre in Piazza Risorgimento, ha come protagonista Maria Giulia, 31enne romana, nata nel 1994 da una madre single che all'epoca ha potuto ricorrere in Italia alla Pma.
Accanto al volto della donna, la scritta "davvero ora non potrei nascere?".
Come spiegano i promotori della campagna, oggi, con l'attuale divieto, quella stessa possibilità le sarebbe negata.
Maria Giulia fa parte del gruppo "Pma per tutte", nato all'interno dell'associazione. Tra loro c'è anche Evita, 40enne di Torino, che aveva ricevuto un diniego alla Pma in Toscana: il suo caso è arrivato in Corte costituzionale, che ha confermato che il legislatore può estendere l'accesso alla Pma anche a nuclei familiari monoparentali. L'obiettivo della campagna è portare il tema in Parlamento: per questo l'associazione sta raccogliendo firme per la modifica dell'articolo 5 della legge 40 sulla fecondazione assistita.






