Dipendente insulta il capo davanti ai colleghi, la Cassazione: «Giusto licenziarla»

Una sentenza riconosce le ragioni del datore di lavoro: «Ingiuria ancora più grave perché pronunciata in presenza di un collega». Per i giudici è un’insubordinazione

martedì 19 agosto 2025 di Valeria Di Corrado

Aveva insultato il suo capo dandogli del “leccac...” e per questo motivo era stata licenziata. Secondo la Cassazione - che sposa le conclusioni alle quali era arrivata la Corte d’appello di Catania - il licenziamento è legittimo.

I giudici di secondo grado avevano «qualificato di “notevole gravità” la condotta della dipendente - si legge nella sentenza degli Ermellini pubblicata lo scorso 24 luglio - che si era rivolta al suo superiore gerarchico utilizzando un epiteto volgare, in un contesto di dissenso rispetto a una direttiva impartita, ritenendo tale espressione indice di insubordinazione». Tutto questo in presenza di una sua collega, dimostrando così «un atteggiamento di sfida e disprezzo verso l'autorità», spiegano i magistrati.