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Ultimo aggiornamento: 7:35
Per chi suona e brucia oggi la Campania?
“La libertà senza misura non può essere”, anche in politica. I Greci avevano scolpito nella pietra del pensiero un monito che attraversa i secoli: μηδὲν ἄγαν (mēdén ágan), “nulla di troppo”. È la massima che stava incisa sul tempio di Apollo a Delfi, accanto al celebre γνῶθι σεαυτόν (conosci te stesso).
Con poche sillabe essi esprimevano la convinzione che la libertà assoluta fosse illusione e pericolo: senza misura, l’uomo scivola nella hybris, l’arroganza di oltrepassare i limiti imposti dalla natura e dagli dèi. Il limite, per i Greci, non era una catena ma una condizione di armonia. Solo chi rispetta la misura può abitare la libertà senza trasformarla in tirannia. Era un pensiero intriso di religiosità, ma anche di saggezza esistenziale: infrangere il limite non significava soltanto offendere gli dèi, ma spezzare il fragile equilibrio che regge la vita umana. Se il mondo moderno ha fatto del “senza limiti” la sua bandiera, i Greci sapevano bene che la potenza senza misura è distruttiva.







