Considerato un simbolo di Hamas, ammirato in tutto il Medio Oriente e figura di riferimento per i palestinesi, lo storico portavoce delle brigate Qassam Abu Obeida è stato ucciso nel micidiale attacco lanciato ieri pomeriggio dall'aeronautica israeliana contro un condominio del quartiere Rimal di Gaza city.
La conferma ufficiale è arrivata dal ministro della Difesa Israel Katz che ha commentato: "Da morto incontrerà molti suoi complici: assassini e stupratori di Hamas".
Obeida, uno dei massimi dirigenti dell'organizzazione terroristica e membro del gruppo ristretto dei decisori è stato ucciso dal missile sparato dall'Iaf contro due piani dell'edificio dove si trovava l'appartamento preso in affitto dalla sua famiglia solo pochi giorni fa, come ha rivelato una fonte palestinese a Sky news Arabia.
I commentatori, arabi e israeliani, sottolineano che la sua eliminazione peserà non solo sul morale dei miliziani, ma pure su quella parte della popolazione nell'enclave che tuttora si sente legata alle capacità di Hamas. Israele, che lo monitorava da anni, lo ha sempre considerato un obiettivo di grande valore, poiché il rappresentante con il volto e la testa coperti da una kefiah rossa era il responsabile ufficiale della propaganda psicologica del gruppo. Aprendo la riunione di governo della domenica mattina, il primo ministro Benyamin Netanyahu ha confermato l'attacco a Abu Obeida usando toni sarcastici: "Spero che non sia più tra noi, ma noto che da parte di Hamas non c'è nessuno che risponda su questa questione", con evidente sfottò per il silenzio dello speaker dell'organizzazione.














