In cima ci sono le malattie legate al cuore e al sistema circolatorio come infarti e ischemie e i tumori che da soli causano oltre metà delle morti in Italia e poi pesano di più le malattie respiratorie. A debita distanza l’Alzheimer e le altre demenze, le morti violente o da cause esterne (incidenti, cadute e suicidi tra tutti) e infine il diabete. Eccole le principali cause di decesso tra gli italiani secondo le ultime statistiche ufficiale dell’Istat pubblicate da poco ma che risalgono al 2022, secondo anno della pandemia da Covid che infatti lascia un deciso segno tra le statistiche di mortalità italiane.

Come uno tsunami la pandemia ha stravolto i numeri: se le morti in Italia prima del Covid si aggiravano sulle 640mila all’anno (637.198 la media tra il 2018 e il 2019) nel 2020 sono schizzare a 746.324, per scendere di poco a 706.969 nel 2021 e poi a 721.974. Cifre che testimoniano, oltre ogni possibile dubbio, il pesantissimo tributo pagato a causa del virus del Covid.

Al di là dei freddi numeri nel confronto con gli altri Paesi europei l’Italia mostra comunque una buona performance sulle cosiddette “morti evitabili” grazie a prevenzione e soprattutto agli stili di vita più sani legati in particolare alla dieta mediterranea che nonostante non abbia più il lustro di una volta continua a “proteggere” gli italiani. Nel 2022, l’Italia si è confermata infatti tra i Paesi europei con il più basso tasso di mortalità evitabile tra le persone di età inferiore ai 75 anni. Secondo i dati Eurostat, nel nostro Paese si sono registrati 176,7 decessi evitabili ogni 100mila abitanti, un dato significativamente inferiore alla media UE (257,8) che mette l’Italia al secondo posto in Europa in questa invidiabile classifica solo dopo la Svezia (169,3).