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Ultimo aggiornamento: 15:43

Un episodio che continua a far discutere il nuoto italiano. Dopo il fermo all’aeroporto di Singapore di Chiara Tarantino e Benedetta Pilato, bloccate insieme ad altre due compagne di nazionale e accusate di furto in una profumeria, arriva la presa di posizione del direttore tecnico della Nazionale, Cesare Butini. Parole nette, quelle rilasciate a Repubblica, che non lasciano spazio a interpretazioni: “Grande amarezza per un comportamento che non giova a nessuno e di certo nuoce al movimento in generale”. Il tecnico spiega di non aver voluto contattare subito le due nuotatrici: “Non le ho sentite, non solo perché i fatti si sono svolti fuori dalla convocazione, ma anche perché non ho proprio voluto. Mi sarei infuriato. Cosa avrei potuto dire, se non quello che avranno già detto i genitori?”. Poi aggiunge: “Nel mio ruolo avrò modo di parlarci. Dirò loro che hanno fatto una grande stupidaggine. Sono dei portavalori, anche quando non indossano la tuta azzurra. Quello che hanno fatto è molto grave. Finire in prima pagina per questo, anche no”.

Il ruolo della federazione

La vicenda, che ha richiesto l’intervento dell’ambasciata italiana e della Farnesina per permettere il rientro in Italia delle atlete, non poteva non avere ripercussioni anche a livello sportivo. La Federazione Italiana Nuoto ha già diffuso una nota per stigmatizzare l’accaduto, precisando che si è trattato di fatti avvenuti al di fuori delle attività federali. Ora, però, si apre la fase delle valutazioni interne. “Con il presidente Paolo Barelli valuteremo nei prossimi giorni la situazione – afferma Butini – e prenderemo provvedimenti quando avremo più elementi per un quadro più chiaro. Un segnale dovremo darlo, questo è sicuro”.