La partecipazione della Israel-Premier Tech alla Vuelta e le conseguenti proteste continuano a rappresentare un problema di non semplice soluzione per gli organizzatori della corsa a tappe spagnola. Dopo l'incidente avvenuto nella cronometro a squadre che ha coinvolto il team israeliano, Aso ha deciso di prendere precauzioni estreme contro ogni forma di protesta - anche pacifica - e hanno iniziato a rimuovere le bandiere palestinesi poste dai tifosi lungo il percorso. Lo dimostrano i video e le immagini della tappa 7, che si è conclusa sulla salita di Cerler, e la stessa cosa è accaduta sabato 30 agosto durante l'ottava tappa, a Saragozza. Un mezzo dell'organizzazione precede la corsa: i suoi occupanti si preoccupano di rimuovere tutti i simboli che rimandano alla Palestina e a Gaza.

#VueltaRTVE30a ha sido vista una furgoneta ,robando banderas palestinas antes de la carrera.¿ Puede la @guardiacivil decirle al Sr #javierguillen que las devuelva? esta feo hablar de libertad de expresion e impedirla, @rtve mueren periodistas en palestina el silencio es complice. pic.twitter.com/ubxgVeHAII

— Alfa Rebelde (@alfarebelde) August 30, 2025

La cronosquadre

In seguito all'incidente durante la cronosquadre di Figueres, quando i corridori della Israel sono stati bloccati da alcuni manifestanti a centro strada, il team aveva rilasciato una dichiarazione in cui affermava di "rispettare il diritto di tutti alla libertà di espressione, incluso il diritto alla protesta pacifica". Marco Frigo, corridore italiano del team, ha affermato nei giorni scorsi di aver perso l'entusiasmo e di essere con la testa altrove dopo quanto accaduto. Dopo i fatti della crono, il direttore generale della Vuelta a España, Javier Guillén, aveva detto: "Qualsiasi protesta è rispettabile se condotta pacificamente: non è successo nulla, ma avrebbe potuto accadere. Israele non è una squadra 'ospite'; ha partecipato al Tour e al Giro per i propri meriti e nulla può impedirle di partecipare alla Vuelta. Un reclamo è una cosa, ma ciò che è successo è un'altra". I rimedi di Aso sfiorano però la censura e il diritto alla protesta. Molti video postati su X testimoniano l'attività dell'organizzazione.