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Lo strike mirato ha avuto come obiettivo la figura simbolo della propaganda di Hamas e delle liberazioni-show degli ostaggi, sempre celato dietro una kefiah bianca-rossa
Un raid aereo israeliano ha colpito ieri un edificio residenziale nella parte occidentale di Gaza City, prendendo di mira uno degli uomini più noti e allo stesso tempo più enigmatici della leadership militare di Hamas: Abu Obeida, storico portavoce delle brigate al-Qassam. L’operazione, condotta dalle Idf con il supporto dello Shin Bet, ha impiegato munizioni di precisione e sorveglianza aerea, nel tentativo – secondo fonti militari – di ridurre al minimo le vittime civili. Nonostante ciò, secondo rapporti provenienti da Gaza, nello strike avrebbero perso la vita almeno undici persone, tra cui alcuni bambini.
Una fonte palestinese ha riferito questa mattina ai canali Al Arabiya e Al Hadath della morte dell'uomo, e ha confermato che Israele ha preso di mira una casa in cui si trovava e che il bombardamento ha causato il decesso di tutte le persone presenti. La fonte ha riferito che la famiglia i leader delle brigate hanno confermato l'uccisione di Obeida dopo aver esaminato il corpo. Un portavoce israeliano, invece, aveva annunciato ieri che "un importante leader di Hamas era stato preso di mira a Gaza". Tel Aviv non ha confermato ufficialmente l’identità del bersaglio, ma diversi media locali e fonti di sicurezza hanno indicato che si trattasse dell'enigmatico portavoce. Fonti dello Stato ebraico hanno parlato di “ottimismo prudente” sull’esito dell’operazione, mentre Hamas ha smentito la notizia della morte, bollandola come campagna di “guerra psicologica” per fiaccare il movimento.






