«Abordo di quel triciclo Olivia vive i suoi momenti di grande libertà e autonomia. Siamo davvero amareggiati che qualche miserabile l’abbia rubato». La denuncia è di Simone Aversa, padre di una bimba di quasi otto anni nata con una malattia genetica degenerativa rara. Quando è a bordo della sua bicicletta speciale rossa, realizzata su misura, le difficoltà motorie della bambina sono oscurate dai suoi sorrisi.
Il furto durante l’estate
Ma da qualche giorno quei giri tra i viali al parco del Valentino non sono più possibili. Al ritorno dalle vacanze, la famiglia Aversa ha avuto l’amara sorpresa: il triciclo ortopedico non si trovava più nell’androne della loro casa, nel quartiere San Salvario. «L’abbiamo sempre legato insieme ad altre decine di biciclette dei condomini, ma quando siamo tornati era l’unico mezzo sparito», racconta il padre di Olivia, per tutti Olly.
La bici acquistata con una raccolta fondi
Quella bici, del valore commerciale di circa 1.500 euro, era stata acquistata grazie a una colletta realizzata da tre amici della famiglia. «Per i loro cinquant’anni hanno lanciato una raccolta fondi per raggiungere la quota non coperta dall’Asl», ricorda papà Simone. Dopo nemmeno un anno è arrivato il furto. «È ingombrante, pesante e difficile da trasportare: per fare uscire quella bicicletta da casa nostra è necessario aprire interamente il portone – ragiona Simone Aversa –. È praticamente invendibile, anche sul mercato dei mezzi rubati. Chi l’ha presa non si è reso conto di che cosa stava rubando». Il furto, è il sospetto di Simone Aversa, sarebbe opera di qualche tossico in cerca di soldi per procurarsi la dose: «Un fenomeno che ultimamente, purtroppo, sta aumentando per le vie di San Salvario».






