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Alle prossime elezioni regionali, che si svolgeranno tra settembre e ottobre, non potranno candidarsi tre presidenti di regione che hanno governato per oltre un decennio e che sono molto popolari nei rispettivi territori: Michele Emiliano in Puglia, Vincenzo De Luca in Campania e Luca Zaia in Veneto. Pur avendo storie politiche ed esperienze diverse (Emiliano e De Luca sono del Partito Democratico, Zaia è leghista), tutti e tre sono accomunati dall’aver condizionato pesantemente le trattative per scegliere i loro successori.
Soprattutto Zaia e De Luca ci avevano provato fino all’ultimo a ricandidarsi. La Lega negli anni ha fatto numerosi tentativi per abolire il limite dei due mandati consecutivi per i presidenti di regione, l’ultimo dei quali – un emendamento a un disegno di legge che riguardava la composizione dei consigli regionali – è stato bocciato a fine giugno. L’emendamento avrebbe permesso anche a De Luca di ricandidarsi, ma lui nel frattempo ci aveva provato per conto suo facendo approvare una legge regionale che già glielo permetteva. La legge era però stata impugnata dal governo di fronte alla Corte costituzionale, che l’aveva dichiarata incostituzionale.








