Non c'è giustizia che possa lenire il dolore. Non c'è legge che possa cancellare la sofferenza di una madre che ha perso il proprio figlio. Paola Pellinghelli, 55 anni, è la mamma di Tommaso Onofri, il bambino di 18 mesi rapito e ucciso nel 2006, una vicenda che ha scosso l'Italia intera e che ha segnato per sempre la vita della donna. Oggi, dopo vent'anni, la liberazione di Salvatore Raimondi 51 anni, uno dei tre responsabili del rapimento del piccolo Tommaso, è come un colpo al cuore. Paola non nasconde la sua amarezza: «Usciranno anche gli altri, ma io sono l'unica condannata all'ergastolo».

Ieri è arrivata la notizia della libertà di Salvatore Raimondi. Come l'ha ricevuta?

«Mi ha chiamato una giornalista proprio mentre stavo lavorando. È stato un colpo secco. Mi ha detto: "Sai che Raimondi è fuori? " Immaginavo che sarebbe accaduto, ma sentirlo è un'altra cosa. Quella rabbia non passa mai».

La notizia arriva a vent'anni di distanza, ma non fa meno male, vero?

«Oggi (ieri per chi legge ndr.) è un giorno da dimenticare. Venti anni sono tanti, ma ogni volta che succede qualcosa, mi sembra di rivivere tutto da capo. Io, a differenza loro, non ho un "sconto di pena" . Sono condannata a vita. La sofferenza è mia, la porto dentro ogni giorno».