TREVISO All’improvviso gli è salita la febbre. Oltre i 40 gradi, e non accennava a scendere. Così, accompagnato dalla moglie, si è presentato al pronto soccorso dell’ospedale Ca’ Foncello di Treviso. E i medici lo hanno subito ricoverato. Il responso è arrivato dopo le analisi del caso: infezione causata da un batterio proveniente da latte o latticini. La certezza assoluta ancora non c’è, tant’è che si sta attenendo una risposta ufficiale dal centro ricerca di Marsiglia, dove sono stati spediti i prelievi, per capire cosa possa aver colpito un pensionato trevigiano. Ma il sospetto è forte, e pare fondato.
Mozzarelle Latteria Soligo ritirate dal commercio per latte inquinato, l'allarme dal Ministero della Salute
L’allarme è stato lanciato ieri sul proprio profilo Facebook dalla moglie dell’uomo che ha anche postato, a corredo del suo stato, la notizia del ritiro dal commercio di un lotto di quattro diverse tipologie di prodotto della Latteria Soligo, reso noto venerdì. Premessa: il caso specifico, ovvero quello relativo all’infezione contratta dal pensionato, non ha nulla a che vedere con questo provvedimento apparso sul sito del ministero della Salute e divulgato dalla stessa azienda la quale, come sottolineato in una nota ufficiale, ha come priorità la salute dei consumatori e l’integrità dei prodotti che immette sul mercato. A fare notizia, però, è la coincidenza degli eventi che, come detto, non sono affatto collegati. Anche perché la Latteria Soligo ha ribadito che il ritiro del lotto di mozzarelle per pizza, con scadenza 31 agosto, per presenza di inquinanti nel latte utilizzato per la produzione, non può portare ad alcun pericolo per i clienti. Di certo c’è che sul caso sia la famiglia del ricoverato che la stessa azienda sanitaria che lo ha in cura stanno mantenendo il più stretto riserbo. «Ci sono indagini in corso» è l’unico commento pervenuto. Assieme al fatto che il paziente è stabile e in via di guarigione. Il caso, di conseguenza, esiste. E di certa c’è pure la presenza sui social di quel post della signora che, ringraziando i sanitari del Ca’ Foncello per aver isolato il batterio, ha reso nota la vicenda su cui, per la legge sulla privacy, non è consentito andare oltre. Resta che, per qualche ragione ancora sconosciuta, il paziente trevigiano ha contratto un batterio da un prodotto caseario che poteva costargli caro. E che forse qualche azienda, a differenza della Latteria Soligo, non ha seguito quegli stessi rigidi protocolli di controllo sicurezza commercializzando un prodotto non salubre.








